giovedì, dicembre 14, 2006

Un indiano a Roma

Ieri è andato via Eric (anche chiamato Nephilim per i aficionados del chat - e non parlo del suo nome indiano) da Roma. Ho solo pochissime foto.
Lui è venuto una settimana da me, dal mercoledi al mercoledi. La sua ragazza (Ada), è da Como, lei è venuta dal mercoledi a domenica. Bellissima settimana, tante cose viste e fatte.
Tra cui una fine settimana a passeggiare, fare tutte le chiese di Roma (tranne San Pietro) e mangiare i carciofi fritti alla romana.


Ma la cosa piu divertente fu le avventure straordinare di due francesi in scooter. Mi manca terribilmente una foto di Eric facendo il tamarro terrorista con il suo casco e la sua fascia.
Domenica, siamo andati a porta portese negoziare delle camicie grazie alla sua expertise indiana. A un certo punto, ha iniziato a piovere. Era le 14:15. Avevamo un'appuntamento per visitare la galleria borghese alle 15. Eravamo bagnatissimi, ma molto fieri (all'inizio soltanto) di fare questo viaggio in scooter nel freddo polare e la piogge equatoriale. Faceva 2 ragazzi chi correvano in villa borghese verso il primo luogho caldo accessibile, con il casco in testa, i vestiti inondati, dopo avere buttato a cazzo per terra loro cavalcatura mecanica.
All'ora. Abbiamo anche diviso in meta il prezzo di entrata in 20 secondi.
Bello come museo.
Dopo, siamo tornati a casa per saltare sui tubi di riscaldamento.


Il lunedi, siamo andati in uno ristorante buonissimo : Cacio e Peppe. Un spettacolo romano, soprattuto grazie alla gentile compagnia del VIP signore M. (lui tiene il suo anonimato), amministratore di una granda azienda mafiosa (chiaro, questo sorriso non può essere onesto). Abbiamo anche scoperto dove ingozzarsi di maritozzi alle 2 della mattina, grazie al stesso VIP, perche i mafiosi conoscono sempre bene dove si mangiano bene i dolci.


Il martedi, ultimo giro bellissimo in motorino, senza né benzina né olio a prendere dei sensi vietati e passare col rosso (eh si, altrimenti come fare il tamarro vero ?). Tutto di posto in posto, a sempre saltare sui luoghi caldi dove c'è riscaldamento. Si, in inverno in scooter, ti sembra come passaggiare a piedi in costume a Mosca in febbraio.
Tipo Pincio - Stadio olimpico - Auditorium (devo tornare alla pista di ghiaccio !!) - Vaticano - per finire da Nadia, dopo la bellissima Via Nicolo Piccolomini (ritrovata a cazzo su google con una felicità dei giorni da giocare al lotto), con l'effeto ottico sulla basilica San Pietro.


Il mercoledi pranzo, siamo andati con Millo a mangiare in uno dei luoghi buonissimi nascosti dietro i monumenti, i toristi, i romani, e i ristoranti schifosi. Pizza bianca buonissima tagliata in due con tutto quello che vuoi dentro.
E deciso, ci ritorno tutti i giorni.
Al mio ritorno a casa, vedo un'opera di arte sul mio letto, un kamasutra di peluche che mi ricorda che ho ospitato un indiano, chi stava già nelle nuvole tra Roma e la campagna desertica di Beauvais.


Oggi, sono andato mangiare con una signorina chi è riuscito ad avere 11/10 ai test di visto dal medico. Impressionato, il cameriere del bar me ne ha regalato il mio panino. Anche qui, è deciso, ci torno tutti i giorni.
Il problema è che, in questa città, devo veramente pranzare 35 volte al giorno.