venerdì, agosto 10, 2007

Alla scoperta dei ingoiatori di ostriche

Sono appena tornato dalle mie prime ferie capitolo 1 atto 1 : fromentine (pronunciare all'inglese, fa piu figo).
Un viaggio alla scoperta dei ingoiatori di ostriche : tutte le foto.
Ha iniziato benissimo, con un viaggio di andata in un aereo che abbiamo dovuto spingere sulla pista per potere partire prima delle mezza notte. Per arrivare comunque a casa dai amici miei alle 4 di mattina venerdi buttarsi nel letto.
Dopo una bella notte di 40 minuti, il sangue stressato dei francesi si è svegliato, e tutto il resto della casa urlava "andiamo! andiamo al mare! sveglia!". Immaginate un po' quando vedi il mare una volta l'anno (e ancora se sei fortunato).
Siamo quindi partiti prima l'alba e prima l'arrivo del primo raggio timido del sole francese.

E qui sulla strada scopro che in agosto esiste il freddo, che i motociclisti si vestono di piu di quelli italiani in febbraio, e che ci sta la nebbia. Cazzo, no ho preso la mia giacca !
Ed è cosi che piano piano arriviamo nel regno delle mucche e dei ingoiatori di ostriche (fanno dei concorsi, mi manca la foto ma è vero!).


E che passiamo attraverso dei paesi al nome inpronunciabile da un'italiano medio.

Bovoar' sur' mèr'

Per dopo fare un'attesa di 1 ora senza successo alla mia banca (non volevano dei miei soldi, volevano che chiamo per fare mandare un fax per rimandare un fax per scrivere una lettera per firmare rimandare un fax e richiamare e riscrivere...per che non ero la mia banca di Nanteuil le Haudouin nella regione Picardie ma quella di Sainte Pazanne nella regione di Pays de la Loire).
Finalmente, arriviamo verso le 12 a Fromentine.


Subito arrivati, dicono tutti "Fretta, mangiamo !". Perche eh, il mare sta a meno di un chilometro, e non è mai successo da un'anno per loro. "Mangiamo della pasta!" dicono. Avevo portato la pasta fresca da Roma, ma nell'aereo, senza sugo preparato né niente per farlo. Ed è li che arriva il primo choc tra le culture italiane e francese. Per un francese la pasta è un contorno, e sono pure capace di metterla come antipasto o dolce (la mia mamma mi ha chiesto l'altro giorno al telefono "la prossima volta porterai la pasta al cioccolato, mi è piaciuta"). Li volevano mangiare le orecchiette senza niente, pure crude.
Sono riuscito dopo una lunga negoziazione di fare un po' di spesa, cosi abbiamo mangiato della pasta decente.
Pero sempre velocemente, perche si urlava "andiamo al mare!", tutti impazziti.
Cosi alle 14:03, abbiamo iniziato la corsa verso la spiaggia, con i nostri 50 chili di attrezzatura, tenda, sedie, tavaglione, e litre di creme diverse, prima, durante, dopo, prima-dopo e dopo-prima-sole da mettere ogni 5 minuti.
Ed è vero che un parigino medio ne ha bisogno della crema, per non passare dal bianco peggio dopo detersivo al rosso bandiera communista con la marca del costume.


E il mare, wow, lu mèr !
L'oceano, con le sue onde e il suo comportamento molto piu salvaggio, niente da vedere con il surf sulla mediterranea o sul lago di Bolsena.
Ma la sorpresa è : "ah, il mare basso è alle 15". Ed è cosi che dopo 5 chilometri a piedi con 50 chilometri sotto le braccia, che vediamo il mare e la spiaggia. E si, sono bene 2 cose diverse. La spiaggia è davanti, il mare sta a dei chilometri di là.


Tranquillamente, sono trascorsi i giorni, andando al mare ogni giorno, i francesi si sono svegliati ogni giorno più presto, alle 9, alle 8, per sempre andare al mare più presto ed approffitare del sole che non hanno a Parigi.
Dopo qualche giorni abbiamo scoperto la nostra arma infallibile ed imbattibile per rimorchiare : il nostro Quentin, 8 mesi.


Passeggiando sulla spiaggia, stanno tutte a guardare "oh che bello bimbo" e si passano le crema in un modo sexy sul dosso facendo i occhi "wow che bel uomo, che bello papà". Allora che sei un vero stronzo a fissare le ragazze mentre il bimbo sta mangiando la sabbia e le conchiglie tagliante e sta soffocando da 5 minuti.


Il lunedi siamo tornati tutti nella nostra banlieue parigina, con dei belli ricordi sulla nostra pelle.


Io, poi tornato a Roma sempre in un treno interminabile di 14 ore.
Sempre nel compartimento, ci stanno dei americano, venezualesi, pakistanesi, o italiani. Stavolta, credevo di morire : tutti francesi. Nessuna parola scambiata durante le 6 prime ore. Eppure ci provavo di iniziare una conversazione. Invece no : una vecchia che aveva paura, 2 studenti che avevano previsto tutto per non incontrare nessuno durante il viaggio (lettore mp3, gioco di carte a due, libri...), uno indiano che non parlava nessuna lingua, e un'altra che parlava soltanto che un amico suo. Ma alla fine fu quest'ultima a salvarmi della noia, abbiamo parlato un pezzo della notte : è studente parigina ma camerounese. Bene, non sono deluso dal treno, incontro sempre qualcuno di una nazionalità diverse.
Evviva il treno !