lunedì, gennaio 28, 2008

Bucureşti - Buchurescc

Dopo una bella assenza su questo blog, torno per raccontare qualche nuove avventure, giusto cosi, perche piu siamo di pazzi, piu è divertente (si dice cosi da me).
Sono di ritorno da un viaggio bellissimo, alla scoperta di Bucharest, sai, questa città in Romania, dove non trovi una guida turistica, un negozio di souvenirs, e dove pure Michael Jackson davanti ai suoi fan non riconosce la differenza tra Bucharest e Budapest (ecco le foto).

Comunque è bellissima, provo di raccontare qualche storie che hanno fatto storia. Prima di partire, a cazzo di cane come sempre, si scoprono 3 problemi : la lingua è diverse, la monete, e l'ora.
L'ora, la scopri spesso all'aeroporto quando sul biglietto vedi che l'andata prende 1 ora di piu del ritorno. Ne capisci spesso che attravversi un buco temporale. Cazzo, è scritto GMT+2, forse devo dire al mio amico che faccio tardi.



La linguà, la scopri appena entrato nell'aereo. Vedi le hostesse che ti dicono di mettere la giaccha sopra usando un vecchio dialetto romano mischiato a un po di turcho e di russo. Capisci che per evitare problemi meglio dire sempre "Da, da !".
Nell'aereo ancora, è semplice, è il primo livello. Pero quando passi al livello 2 per trovare la strada, pure con una voce bella, veramente, sono cazzi.


Meno male che mettono le freccie allo schermo

La monete, la puoi scoprire prima di partire, o almeno, è meglio per te che sia cosi. Pero, devi seguire tutte le instruzione della guida del migliore viaggiatore a cazzo. Cioè, non provare di organizzare in anticipo.
Ho fatto quest'errore, mi sono detto che era meglio di cambiare i soldi prima. Già scopri che in romania il RON, il ROL e i bani. Se per caso parli di questi 2 ultimi, fai una bella figura di merda, ti insultano dicendo che sei 10 anni indietro e che non capisci niente. Perche il rischio, è di trovarsi con una monete mischiata tra le vecchie lire e i rubli, dove per cambiare 10 euro, tu ti trovi con un carello pieno di banconoti che si vendono al chilo.
Insomma, questo problema passato, scopri che devi chiedere dei Lei, o RON per gli amici che lavorano in finanza. E li sorge un'altro problema : dove andare per cambiare ?
Alcuni mi hanno detto alle poste, in banca o uffici di cambio. L'ufficio di cambio sotto il lavoro mio prende 300 euro per darti l'equivalente di 200 euro in monete romene, e deve andare cercare i Lei a casa sua, che possono arrivare in giornata.
In banca, non ho neanche provato, visto che la mia banca sono le poste. Faccio la fila nel primo ufficio. "Si possiamo farlo, pero uffici piu grandi". Secondo ufficio "Bisogna andare in banca" "Ma la mia banca è qui!" "Bisogna andare in banca" (poi il suo CD è partito in mode loop). Terzo ufficio, il più grande "Non si fa, bisogna andare nel punto informazione turistiche".
Perso, mi ritrovo davanti a quell'ufficio dove provo di fare capire che capisco un po d'italiano. Mi dicono di andare all'ufficio di cambio di prima. Dove mi dicono che in Romania si paga tutto in Euro e che non c'è bisogno di cambiare.



Naturalmente, lui era 10 anni in anticipo, e la Romania non sarà nella zona Euro prima del 2012. Allora ho deciso di rispettare i consigli di quella famosa guida del viaggiatore a cazzo. Sono arrivato bello fresco a Bucuresti con dei Euro in tasca, che ho potuto cambiare nella prima banca (mmm no, nella seconda, la prima ti frega sempre, è la regola) senza problema a tasse 0 e buon valore di cambio, tutto sotto un palazzo di 5000 case popolare costruitte all'epoca communista. Brutto ma almeno ci sono delle case popolare.



Un'altra sorpresa che trovi arrivando a Bucharest in questo periodo, è che il climato è legermente diverse. In inverno "Fa caldo", vuole dire che fa più di 0 gradi, e non immagino cosa succede quando "Fa freddo". E quindi, ragazzi, nevicava.



In consequenza, bisognava avere l'attrezzatura giusta per potere fare il turista e passeggiare senza rischiare l'ipotermia. L'ho trovata in un negozio piccolo del centro, una vecchia signora che vendeva la sua roba e diceva in dialetto bucharestiano antico stretto che faceva tutto lei. Le pecore per la lana, erano dietro il negozio. E se volevo, potevo controllare. Da !



Un'altro dettaglio che si nota chiaramente per strada sono i fili elettrici. Dove in Italia e in Francia abbiamo l'abitudine strana di mettere tutto sotto terra e dovere scavare per 30 anni se uno vuole la fibbra ottica per la sua casa, in Romania hanno trovato il modo piu flessibile per risolvere questo problema. Se vuoi mettere l'elettricità alla tua casa, basta di mettere il cavo, "fai da te". Funziona anche se vorresti stendere i vestiti.



Ma l'attrazione turistica che stupisce di più è veramente il palazzo del parlamento. Ceausescu, sto dittatore communista del cazzo, era pazzo al punto di ordinare un palazzo pazzesco per la sua sede di lavoro. In 30 minuti, vi fanno visitare 1% dell'edificio, che sono 5 stanze grande come un terreno di calcio (e non esagero) e alte come un palazzo di 3 piani, con delle tende alle finestre, fatte con fili d'oro di 15 metri di altezza. Tutto romene fatto da romeni. Ragazzi, è il secondo più grande palazzo al mondo, il primo essendo il pentagono.



Per parlare di cose serie, la pazzia dei romeni non si limita ad un palazzo, anche alle ragazze (è veramente difficile di passeggiare per strada senza perdersi). Mi dispiace di dirlo cosi forte, non voglio fare di gelose, ma le ragazze romene in media sono veramente belle. E niente da vedere con il paesaggio della Salaria dopo mezza notte.
E la pazzia va fino ai reparti di supermercato (che inoltre, sono aperti sempre, che bello di comprare i pomodori in fine di serata alle 2 di notte). Reparto alcoolico. Birra.
Vendono i pack di 6 bottiglie di birra, bottiglie di plastica, di 2 litri e mezzo ognuno. Il sogno di ogni Bender. Aaaaaaaaaaaah !



Insomma, sono tornato sognando di tornare in Romania, accompagnato di una coppia di romeni, lui muratore, lei barista. Non ce la fanno piu di stare in Italia, vogliono tornare al paese, in campagna. Dall'Italia alla Romania, fare un salto nel passato e tornare nell'19esimo secolo. Mi piace !